La Pianta

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L'albero della "Principessa"

La Paulownia compare in Europa agli inizi del 1800, importata dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali.
Paulownia, un albero conosciuto anche sotto il nome di “Albero della Principessa” o “Albero dell’uccello Phoenix”, è un albero di essenza dura con la più veloce crescita nel mondo. Se è coltivato in condizioni corrette, il clone PAULOWNIA può superare un’altezza di 15 metri in 3 anni ed è ottimo per produrre legname.

Caratteristiche della Pianta

L’italia è un importatore di legno molto importante è per questo che ha avuto inizio un processo di trasformazione delle coltivazioni, oggi non sempre sufficientemente redditizie, attraverso la produzione di alberi da legno, in particolare con la specie arborea di Paulownia.
Si tratta di una pianta a rapida crescita. Molto interessanti sono i cloni messi a punto dai centri di ricerca che producono un legno molto ricercato sul mercato mondiale. 
Il clone Paulownia si presenta totalmente ibrido. Si adatta a clima con temperature da -24°C a +42°C. Resiste a malattie, non necessita di trattamenti antiparassitari, se non in casi estremamente particolari. Cresce bene con altri alberi; non è invasivo e accetta colture miste con cereali, leguminose, erbai, ecc. L’apparato radicale si sviluppa in modo fittonante e piccola radice ad ombrello a partire dalla base del tronco. La radice dominante a fittone può raggiungere alcuni metri di profondità.  La pianta può raggiungere altezze molto elevate, anche 20 metri, ma l’altezza ideale sarà determinata dall’uso che si vorrà effettuare del legno prodotto.

La crescita velocissima delle sue foglie produce un assorbimento molto importante di biossido di carbonio e polveri. Questa pianta viene considerata un grande assorbitore di anidride carbonica ed è capace di restituire ossigeno in atmosfera. Ogni ettaro di piante (600) assorbe in un anno 1200 tonnellate di biossido di carbonio (pari alle emissioni rilasciate da un auto in 100.000 Km percorsi. Questa pianta, godendo di una stupenda fioritura, si rende capace di una buona produzione di miele. 
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Consigli per la Coltivazione

Per la messa a dimora di un impianto il terreno va lavorato al fine di garantire un idoneo ambiente per lo sviluppo delle radici. Le lavorazioni consigliate sono: 

Rippatura generalmente profonda 90 - 100 cm. di profondità.

Concimazione con distribuzione di letame maturo o ammendante organico pellettato o compostato. 

Aratura leggera con profondità di 30-40 cm. per interrare il fertilizzante distribuito sulla superficie ed interrare la cotica erbosa superficiale.
 
Affinatura mediante erpice rotante, necessaria per alla messa a dimora delle piante nella condizione ottimale per garantire l’umidità necessaria della zona interessata dalle radici.
 
NB. Le lavorazioni vanno eseguite nei mesi in cui il terreno si trova nella condizione di TEMTERA, cioè quando il grado di umidità del terreno è tale da agevolare la penetrazione degli organi lavoranti creando zolle che si sgretolano facilmente ed una condizione di sofficità.
 
Sesto impianto Si possono avere due tipi di sesto di impianto in funzione del tipo di destinazione del legname:

Legname pregiato: sesto 4x4 con circa 600 piante per ettaro disposte a quadrilatero o quiconce.

Il sesto a quinconce è da preferire in quanto permette l’ottenimento di una pianta più bilanciata e dalla chioma più tondeggiante.
 
Biomassa: sesto 2.5x4 con circa 1000 piante per ettaro. 
 
Irrigazione La disponibilità di acqua e indispensabile in maniera particolare nel primo anno di vegetazione della pianta. Il fabbisogno idrico si aggira sui 1000-1500 mc anno al netto delle precipitazioni. Le irrigazioni vanno gestite anche in funzione della tessitura del terreno onde evitare stress idrico o asfissia radicale.
 
Trapianto Il periodo migliore per eseguire il trapianto e quello che va da metà Aprile a fine Giugno. 
 
Potatura La pianta necessita di due pratiche di potatura: 
Spollonatura: si esegue sia nell’anno del trapianto che successivamente alla riceppatura e consiste nell’eliminazione dei polloni non necessari o in esubero che nascono dal colletto della pianta. 
Riceppatura: si esegue nei mesi di Febbraio-Marzo dell’anno successivo al trapianto e consiste nel taglio dell’intera pianta a circa 3-4 cm. dal suolo, generando un evento traumatico che fa si che le gemme avventizie che sono presenti nella parte di tronco rimasta diano origine a dei polloni molto robusti che nell’arco dell’estate raggiungono i 5-7 mt. di altezza e 8-12 cm. di diametro.

Al quarto anno dopo la riceppatura la pianta è pronta per essere tagliata.

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